La rizoartrosi è una delle patologie più frequenti della mano… ma anche una delle più sottovalutate.
Non è “solo artrosi”.
È perdita di forza, difficoltà nei gesti più semplici, dolore che compare proprio quando ti serve la mano.
Aprire un barattolo. Girare una chiave. Stringere qualcosa con sicurezza.
Se senti che il pollice non è più “affidabile”, probabilmente sei già dentro questo problema. E la differenza la fa come lo affronti, e soprattutto quando lo fai.
Sintomi della rizoartrosi: i segnali da non ignorare
La rizoartrosi non arriva all’improvviso. Si costruisce nel tempo, spesso in modo silenzioso.
I segnali più comuni:
- Dolore alla base del pollice durante i movimenti di presa
- Fastidio nei movimenti di torsione (aprire bottiglie, girare chiavi)
- Riduzione della forza
- Sensazione di instabilità del pollice
- Difficoltà nei gesti quotidiani
- Nei casi avanzati: deformità del pollice (tipica “forma a Z”)
Ed è proprio qui che entra in gioco la riabilitazione.
👉 Un dettaglio importante: il dolore non è sempre proporzionale alla gravità radiografica.
Trattamento conservativo: il momento in cui si gioca la partita
Qui si decide tutto.
Se trattata bene nelle fasi iniziali, la rizoartrosi può essere gestita, rallentata e spesso stabilizzata.
Il trattamento conservativo si basa su 3 pilastri:
- Tutori
- Esercizio terapeutico
- Educazione (economia articolare)
1. Tutori: stabilizzare per togliere dolore
Il tutore non è un “supporto”; È uno strumento terapeutico.
Serve a:
- Ridurre il carico sull’articolazione
- Migliorare l’allineamento
- Limitare i movimenti che irritano
Nei primi stadi, è uno degli strumenti più efficaci per ridurre i sintomi
👉 Ma la differenza vera è questa: un tutore fatto su misura cambia completamente il risultato.
2. Esercizio terapeutico: non per rinforzare… ma per stabilizzare
Qui spesso si sbaglia.
Non servono esercizi “a caso”.
Serve lavorare su un concetto preciso:
👉 stabilità della base del pollice
In più:
• miglioramento del controllo motorio
• lavoro propriocettivo
• gestione del dolore durante il movimento
👉 Non è ginnastica. È riorganizzazione del movimento.
3. Economia articolare: cambiare il modo in cui usi la mano
Questa è la parte più sottovalutata… ma spesso la più importante.
- Evitare prese fini prolungate
- Ridurre movimenti di torsione
- Usare prese più grandi ed ergonomiche
- Distribuire il carico su tutta la mano
Piccole modifiche → grande impatto sul dolore

Quando serve la chirurgia
La chirurgia non è il primo passo.
Si valuta quando:
- Il dolore è costante
- La funzione è compromessa
- Il trattamento conservativo non basta più
Ed è importante dirlo chiaramente:
👉 Non esiste una tecnica “migliore in assoluto”
Dipende dal paziente, dallo stile di vita e dal lavoro che svolge il paziente
Principali interventi chirurgici nella rizoartrosi
1. Trapeziectomia con sospensione (la più utilizzata)
Questa consiste nella rimozione del trapezio, creando quindi una “pseudo-articolazione” e stabilizzazione con i tendini.
👉 L’obiettivo è quello di ridurre il dolore e preservare il movimento
2. Protesi (artroplastica)
Sostituzione dell’articolazione
Tecniche moderne a doppia mobilità migliorano stabilità e risultati
👉 Vantaggi: sono quelli di un recupero più rapido di mobilità e forza
👉 Limiti: solo per pazienti selezionati (fondamentale) e rischi di complicanze.
3. Artrodesi
- Fusione dell’articolazione
- elimina il dolore ma riduce il movimento
👉 Indicata soprattutto nei lavoratori manuali che svolgono lavori pesanti
Fasi riabilitative: dove si costruisce il risultato
Qui si fa davvero la differenza.
Fase 1 – Protezione (0–3 settimane)
Questa fase è caratterizzata per l’immobilzzazione in tutore termoplastico concentrando il lavoro sul controllo dell’edema, dolore e mobilità delle dita libere.
Fase 2 – Recupero del movimento (3–6 settimane)
In questa fase si inizia con una mobilità controllata e guidata, dopo la rimozione dei punti si inizierà anche con il trattamento della cicatrice e modifica del tutore in termoplastica.
Fase 3 – Recupero funzione (6–12 settimane)
Continuando con il trattamento della cicatrice si aggiungono movimenti funzionali e carichi progressivi, lavorando sulla coordinazione della mano e pollice.
Fase 4 – Ritorno alla vita reale
In quest’ultima fase il lavoro si concentra sulla forza e gesti specifici.
👉 Non è una sequenza standard. È un percorso che deve essere adattato alla persona e alla chirurgia eseguita.
Tutori in termoplastica: il vero punto di svolta
Qui si gioca una parte enorme del risultato.

Un tutore ben costruito:
- stabilizza senza bloccare
- riduce il dolore
- permette di usare la mano
Gli studi mostrano maggiore efficacia rispetto ai tutori standard
👉 Il punto non è “indossare un tutore”. È indossare quello giusto, nel momento giusto.
Criticità e problematiche secondarie
La rizoartrosi non è mai solo “locale”.
Spesso porta a:
- compensi su polso e dita
- perdita di coordinazione
- sovraccarichi su altre articolazioni
- rigidità post-chirurgica
- dolore persistente se non gestita correttamente
👉 Il rischio più grande? Curare il sintomo… e non il sistema.
Tempi di recupero della rizoartrosi
Dipendono da molti fattori; Indicativamente: con il Conservativo ci sono i primi miglioramenti dopo le prime settimane; l’intervento conservativo perde la sua efficacia nel momento in cui il paziente non riesce a seguire più tutte le indicazioni date. Mentre nel post chirurgia, le tempistiche sono di circa 3–4 mesi per le attività quotidiane e fino a 6 mesi per recupero completo
👉 Ma la verità è questa: non conta il tempo, conta come ci arrivi.

Conclusioni
La rizoartrosi non è una condanna. Ma è una patologia che richiede:
- precisione
- personalizzazione
- esperienza specifica
Non basta “fare fisioterapia”.
Serve capire: come si muove il tuo pollice, come usi la mano ogni giorno e cosa sta davvero creando il dolore.
👉 È qui che si costruisce il risultato.
Se senti che il tuo pollice sta cambiando…
che la mano non risponde più come prima…
Il momento giusto per intervenire
non è quando il dolore è forte.
È quando inizi ad accorgertene.
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