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Il Dott. Angelo Cardarella è specialista e terapeuta della mano in Pescara.

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Frattura del metacarpo

I metacarpi sono ossa lunghe, composte da due epifisi ed una diafisi. Ogni metacarpo ha caratteristiche distintive come lunghezza, spessore, inclinazione, articolarità e libertà di movimento; la porzione prossimale è massiccia, ampia e si articola con le ossa della filiera carpale distale. Nei metacarpi hanno inserzione importanti legamenti, che permettono la flessione - estensione, abduzione …

I metacarpi sono ossa lunghe, composte da due epifisi ed una diafisi. Ogni metacarpo ha caratteristiche distintive come lunghezza, spessore, inclinazione, articolarità e libertà di movimento; la porzione prossimale è massiccia, ampia e si articola con le ossa della filiera carpale distale. Nei metacarpi hanno inserzione importanti legamenti, che permettono la flessione – estensione, abduzione – adduzione e rotazione. Le dita più lunghe (2° e 3° metacarpo) hanno per conformazione e funzione pochi gradi di movimento, questo le rende maggiormente stabili. Mentre le ultime due (4° e 5° metacarpo) hanno un’ampia mobilità, che funzionalmente permette una salda presa degli oggetti. Questi a causa della loro conformazione più sottile sono anche i metacarpi che si fratturano con maggiore frequenza rispetto al 2° e 3°.

frattura del 5 metacarpo

Cos’è la frattura del metacarpo

La fratture del metacarpo specie del 5° è tra le fratture più comuni della mano, chiamata anche “frattura del pugile” perché il meccanismo abituale è un pugno dato di striscio, in cui l’impatto non avviene con il 2° e 3° metacarpo, più solidi e grandi. I pazienti solitamente presentano dolore, tumefazione e perdita di movimento. Potrebbe essere presente una deformità in rotazione quando il paziente chiude la mano. Il trattamento può essere conservativo o chirurgico, gli elementi principali che determinano la scelta chirurgica sono: presenza o assenza di overlapping, tipologia e posizione della frattura (se stabile o instabile), presenza di altre fratture o lesioni associate in altri distretti, dall’età del paziente, dalla sua richiesta funzionale e dal suo stato di salute generale.

Tutore in termoplastico “Custom made” per frattura del collo del quinto metacarpo “Frattura del pugile”

Determinante per un ritorno al più alto livello di autonomia e utilizzo della mano, è l’immobilizzazione post trauma in fase acuta. Come anche le più autorevoli evidenze scientifiche sostengono, queste tipologie di fratture hanno come indicazione l’immobilizzazione in posizione di flessione delle metacarpofalangee (MF) tra i 70° e 90° con le interfalangee libere di flettersi in modo da ridurre l’azione dei muscoli intrinseci evitando così eventuali scomposizioni, riduce l’instaurarsi di rigidità. Il polso in base alla tipologia e posizione della frattura deve essere incluso o escluso nel tutore. L’immobilizzazione deve essere fatta dai tutori in materiale termoplastico “custom made”, in alternativa si può utilizzare il gesso. In entrambi i casi occorrerà obbligatoriamente rispettare e sostenere gli archi e forme della mano quanto più possibile. Questa immobilizzazione viene utilizzata sia nei trattamenti di tipo conservativo che post chirurgici poiché previene e permette di evitare aderenze cicatriziali in eccesso (le quali portano a rigidità).

Cause più comuni

Le fratture del metacarpo si verificano spesso a causa di:

Traumi diretti (cadute, urti, schiacciamenti)

Sport di contatto (pugilato, basket, pallavolo)

Incidenti domestici o sul lavoro

Colpo di pugno (Boxer’s fracture, tipica del 5° metacarpo)

Sintomi

I principali sintomi di una frattura al metacarpo includono:

• Dolore intenso localizzato

• Gonfiore e lividi

• Difficoltà a muovere dita o mano

• Deformità visibile

• Perdita di forza nella presa

💡 Quando rivolgersi subito a un medico

Se dopo un trauma compare dolore acuto, gonfiore e difficoltà nei movimenti, è importante consultare subito un ortopedico.

Nel caso in cui il paziente abbia una precoce presa in carico da parte del terapista della mano dedicato, dopo aver confezionato il tutore per la corretta immobilizzazione c’è il training per gli esercizi domiciliari riabilitativi, che andranno eseguiti dal paziente al fine di prevenire e limitare la formazione delle aderenze, preservare i gradi articolari, ridurre l’edema e sintomatologia dolorosa. Quando gli esercizi saranno eseguiti correttamente, con il giusto timing e carico di lavoro. A guarigione ossea avvenuta, la fase riabilitativa si ridurrà nella sola valutazione finale e nel graduale rientro nelle attività di vita quotidiana.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata tramite:

1. Esame clinico: valutazione di gonfiore, mobilità e allineamento

2. Radiografia: conferma la presenza e il tipo di frattura

3. TAC o RMN: per fratture complesse

Cura della frattura del metacarpo

Il trattamento dipende dal tipo e dalla gravità della frattura.

Trattamento conservativo: Immobilizzazione con tutore o gesso per 3-6 settimane (per fratture stabili e composte.

Trattamento chirurgico: Fissazione con placche, viti o fili di Kirschner in caso di fratture instabili, scomposte o esposte.

Nel caso in cui il paziente non abbia una precoce presa in carico da parte del terapista della mano, le complicanze più comuni sono: edema, presenza di persistente sintomatologia dolorosa, grandi limitazioni funzionali causate dal trattamento non corretto, perdita della destrezza della mano, perdita della forza, overlapping, difficoltà nello svolgimento delle attività di vita quotidiana. Il trattamento riabilitativo in un secondo tempo da parte del terapista della mano in caso delle fratture di metacarpo è sempre possibile, questo sarà incentrato nel risolvere le problematiche che si saranno instaurate, richiedendo spesso tempistiche maggiori.

Tempi di guarigione

• Fratture semplici: 4-6 settimane per consolidamento osseo

• Fratture complesse: fino a 8-10 settimane

⚠️ Il recupero completo di mobilità e forza può richiedere più tempo.

Riabilitazione della mano

La riabilitazione dopo frattura del metacarpo è essenziale per:

• Recuperare la mobilità articolare

• Ripristinare la forza muscolare

• Tornare alle normali attività quotidiane e lavorative

Tecniche riabilitative:

• Mobilizzazione attiva e passiva delle dita

• Tutori in materiale termoplastico con la quale svolgere in sicurezza gli esercizi e/o combattere le rigidità

• Esercizi specifici per la presa e la destrezza

💡 Suggerimento dell’esperto: iniziare la riabilitazione il prima possibile riduce il rischio di rigidità e perdita funzionale.

Possibili complicanze

• Rigidità articolare

• Dolore persistente

• Perdita di forza

• Deformità

• Artrosi post-traumatica

Conclusioni

La frattura del metacarpo ha una prognosi favorevole se trattata in tempi rapidi e seguita da un percorso di riabilitazione specializzato.

Affidarsi a un terapista della mano garantisce un recupero ottimale.

Frattura del 5 metacarpo
Frattura del 5 metacarpo a 30 giorni

Referenze:

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angelo

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